{"id":232847,"date":"2026-04-30T14:25:37","date_gmt":"2026-04-30T12:25:37","guid":{"rendered":"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/?p=232847"},"modified":"2026-04-30T14:43:38","modified_gmt":"2026-04-30T12:43:38","slug":"beirut-un-passo-alla-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/it\/beirut-un-passo-alla-volta\/","title":{"rendered":"Beirut, un passo alla volta con Josette e Ralph"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Due operatori di Pro Terra Sancta a Beirut ci raccontano cosa significhi vivere nel conflitto e portare, dentro di s\u00e9, le stesse ferite di chi aiutano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1975 a oggi, il Libano ha attraversato trasformazioni profonde e spesso traumatiche, plasmate da crisi sovrapposte: guerre ricorrenti, scontri tra Hezbollah e Israele, tensioni con le forze governative, e un collasso economico senza precedenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 febbraio 2026, l&#8217;uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei in un&#8217;operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele ha innescato una reazione a catena che ha travolto il Libano. Il 1\u00b0 marzo, Hezbollah ha rotto la tregua del 2024 lanciando un&#8217;offensiva sul nord di Israele; la controffensiva israeliana ha investito il Sud del Libano, la Valle della Bekaa e i sobborghi meridionali di Beirut. Ad Aprile 2026, \u00e8 stato proclamato il cessate il fuoco, ma solo sulla carta: <strong><a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/news\/come-si-vive-oggi-in-libano\">le violenze e i bombardamenti non si sono fermati in Libano non sono cessati.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 in questo contesto; un Paese gi\u00e0 prostrato da anni di crisi economica, ora di nuovo sotto le bombe; che Josette, psicologa, e Ralph, educatore, continuano il loro lavoro ogni giorno nello Shelter di Pro Terra Sancta a Beirut.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli abbiamo chiesto cosa significhi essere nati e cresciuti in un contesto di crisi e cosa li abbia spinti a lavorare nell&#8217;ambito umanitario.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-che-modo-libano-e-cambiato-nel-tempo\"><strong>In che modo Libano \u00e8 cambiato nel tempo? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><em><strong>Ralph<\/strong>: Il Libano \u00e8 cambiato in modi che sono al tempo stesso visibili e profondi. Le persone erano generalmente pi\u00f9 a loro agio, pi\u00f9 aperte, pi\u00f9 ottimiste riguardo al futuro. Oggi sembra che qualcosa di impalpabile si sia spostato nell&#8217;aria: c&#8217;\u00e8 un peso che prima non c&#8217;era. <strong>Eppure ci\u00f2 che \u00e8 rimasto costante \u00e8 la resilienza del popolo libanese<\/strong>. Nonostante tutto, c&#8217;\u00e8 ancora una speranza silenziosa ma tenace in giorni migliori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-in-cosa-la-crisi-di-oggi-si-differenzia-da-quelle-del-passato\"><strong>In cosa la crisi di oggi si differenzia da quelle del passato?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Ralph<\/strong>: <em>Ci\u00f2 che distingue la crisi attuale \u00e8 quanto incida profondamente sulla vita quotidiana. Non si limita a momenti di conflitto: \u00e8 continua. Ricordo i racconti di mia nonna sulla guerra. Nonostante il pericolo, esisteva ancora un senso di normalit\u00e0: le persone riuscivano a soddisfare i bisogni primari, a mantenere i legami sociali, a sostenersi a vicenda. Oggi la crisi \u00e8 pi\u00f9 complessa e prolungata. Colpisce non solo la sicurezza, ma la dignit\u00e0, la stabilit\u00e0 e la sopravvivenza quotidiana. Anche la natura stessa della paura \u00e8 cambiata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Josette:<\/strong><em> Le persone non riescono pi\u00f9 a reggere ulteriori esperienze traumatiche. Hanno perso la capacit\u00e0 di resistere e di adattarsi, e sono gi\u00e0 esauste emotivamente, fisicamente e finanziariamente.<\/em> <em>In aggiunta, maggior parte della popolazione ha perso il lavoro o sopravvive con salari minimi, spesso costretta a svolgere due o tre lavori al giorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"668\" src=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-1000x668.jpeg\" alt=\"Beirut\" class=\"wp-image-232854\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-1000x668.jpeg 1000w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-400x267.jpeg 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-240x160.jpeg 240w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-768x513.jpeg 768w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14-1536x1027.jpeg 1536w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.14.jpeg 1616w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Beirut, attivit\u00e0 di ascolto psico sociale<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-qual-e-la-tua-storia-personale-perche-hai-scelto-di-lavorare-per-pro-terra-sancta-e-piu-in-generale-cosa-ti-ha-spinto-a-lavorare-per-una-ong\"><strong>Qual \u00e8 la tua storia personale? Perch\u00e9 hai scelto di lavorare per Pro Terra Sancta e, pi\u00f9, in generale cosa ti ha spinto a lavorare per una ONG?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Josette<\/strong>: <em>Prima del 2019 conducevo una vita stabile, felice e appagante. Ero sposata e aspettavo un bambino. Poi, dopo il 2019, ho perso mio marito e la mia famiglia. Ho vissuto per tre anni un divorzio molto difficile, nel mezzo di tutte le sfide che il Libano stava affrontando su ogni fronte. Ero una madre single e crescevo mia figlia praticamente da sola. Due anni fa ho perso anche mio padre. Oggi sono pi\u00f9 forte, pi\u00f9 resiliente, e pronta a inseguire i miei sogni. nonostante il caos che ancora regna attorno a me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sua storia non \u00e8 un caso isolato. Il conflitto prolungato e l&#8217;instabilit\u00e0 economica hanno travolto molte coppie, spingendole verso la separazione. Josette lo vede ogni giorno nel suo lavoro&nbsp;e lo ha vissuto in prima persona. <strong>Nello Shelter di Beirut, per\u00f2, \u00e8 riuscita a ritrovare una famiglia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Josette<\/strong>: <em>Sono orgogliosa di dire che Pro Terra Sancta \u00e8 come una famiglia per me, \u00e8 la mia seconda famiglia. Sono profondamente grata a tutto lo staff con cui ho costruito un legame profondo nel corso degli anni, e mi onora far parte di un team cos\u00ec rispettoso, professionale e solidale. Amo lavorare con le persone, bambini, adolescenti, anziani, con chi soffre e ha bisogno di qualcuno che lo aiuti, lo sostenga, lo guidi e lo accompagni verso la guarigione. In fondo, anch&#8217;io ho vissuto momenti di grande dolore: ho conosciuto il trauma, la perdita, il lutto. Sono esperienze che mi hanno plasmata e che oggi mi permettono di stare vicina a chi ne ha bisogno.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per Ralph, invece lavorare nella cooperazione \u00e8 arrivata quasi come una rivelazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ralph<\/strong>: <em>Nell&#8217;ottobre 2012, dopo essere stato malato per una settimana, decisi di tornare a scuola anche se non mi ero ancora ripreso. Quel pomeriggio, un assassinio politico provoc\u00f2 una violenta esplosione nel mio quartiere: l&#8217;auto era parcheggiata proprio sotto il mio balcone. Essere a scuola quel giorno mi salv\u00f2 la vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quello che gli rimase impresso, al di l\u00e0 dello shock, fu ci\u00f2 che accadde dopo: vide le persone unirsi, i volontari ricostruire case, aiutare le famiglie, restituire dignit\u00e0 in mezzo alla distruzione. <strong>Esattamente nove anni dopo, in quella stessa data, si imbatt\u00e9 nello Shelter di Pro Terra Sancta a Beirut.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Ralph:<\/strong> ricordo di aver visto un bambino corrermi incontro e saltarmi tra le braccia, genuinamente felice di vedermi. In quel momento, nonostante tutto ci\u00f2 che aveva perso &#8211; la casa, alcuni familiari &#8211; c&#8217;era ancora spazio per la fiducia e la gioia. Momenti come questi danno senso al mio lavoro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lavorare, per\u00f2, con chi ha vissuto il trauma della guerra significa esporsi quotidianamente a storie di perdita e dolore. Josette ed Ralph descrivono entrambi la difficolt\u00e0 di questo equilibrio: tra la cura per gli altri e la gestione del proprio peso emotivo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-qual-e-l-aspetto-piu-gratificante-del-tuo-lavoro-e-qual-e-invece-la-difficolta-maggiore\"><strong>Qual \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 gratificante del tuo lavoro e qual \u00e8, invece, la difficolt\u00e0 maggiore?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><em><strong>Josette<\/strong>: &#8220;Per me la cosa pi\u00f9 gratificante \u00e8 <strong>la capacit\u00e0 di toccare il cuore e la mente di tante persone nel bisogno, nel dolore, che non hanno nessuno che le sostenga o anche solo le ascolti.<\/strong> \u00c8 la cura e l&#8217;attenzione offerta a fare la differenza. \u00c8 l\u2019unico modo per alleviare una sofferenza che spesso gli altri non vedono.<\/em> <em><strong>L&#8217;aspetto pi\u00f9 difficile, invece, \u00e8 essere presenti per gli altri anche quando si porta dentro qualcosa di pesante. <\/strong>Mettere da parte il proprio dolore emotivo per riuscire ad aiutare chi, a sua volta, sta affrontando il peso del trauma.<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cosa-significa-lavorare-a-stretto-contatto-con-chi-ha-subito-il-trauma-della-guerra\"><strong>Cosa significa lavorare a stretto contatto con chi ha subito il trauma della guerra?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Ralph<\/strong>: <em>Essere continuamente esposti storie di perdita e sofferenza pu\u00f2 essere devastante. A volte ci si porta dietro quel peso emotivo anche dopo la fine della giornata lavorativa. \u00c8 necessaria una consapevolezza costante di s\u00e9, perch\u00e9 in questo campo \u00e8 facile diventare l&#8217;unica persona di cui ci si dimentica di prendersi cura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il lavoro psicosociale in contesti di crisi richiede sensibilit\u00e0, pazienza e un profondo senso di responsabilit\u00e0. <\/strong>Significa saper ascoltare e saper essere presenti a volte semplicemente senza parlare. Significa creare spazi sicuri in cui le persone si sentano viste e rispettate, senza essere costrette a raccontarsi prima di essere pronte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Josette<\/strong>: <em>Le persone che hanno vissuto il trauma della guerra possono soffrire di PTSD, depressione, disturbi d&#8217;ansia e molto altro. Sono persone fragili e vulnerabili, pronte ad aggrapparsi a ogni piccolo spiraglio di speranza che viene loro offerto. Hanno bisogno di un aiuto continuo, di supporto e di una guida che le accompagni nel superare il trauma, il lutto e le perdite.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"668\" src=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-1000x668.jpeg\" alt=\"Beirut\" class=\"wp-image-232869\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-1000x668.jpeg 1000w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-400x267.jpeg 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-240x160.jpeg 240w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-768x513.jpeg 768w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1-1536x1026.jpeg 1536w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/WhatsApp-Image-2026-03-26-at-17.35.18-1.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La psicologa Josette in una scuola a Beirut<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-bambini-di-beirut-quando-il-trauma-non-ha-parole\"><strong>I bambini di Beirut: quando il trauma non ha parole<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tra le persone pi\u00f9 vulnerabili in un contesto di conflitto ci sono i bambini, quelli che nascono e crescono senza aver mai conosciuto la pace. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-come-rispondono-i-bambini-al-trauma-della-guerra\"><strong>Come rispondono i bambini al trauma della guerra? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Ralph<\/strong>: <em>Alcuni bambini si chiudono in s\u00e9 stessi, altri lo esprimono attraverso l&#8217;iperattivit\u00e0 o reazioni emotive improvvise. <strong>La risposta di un bambino al trauma \u00e8 come una storia scritta senza parole: espressa attraverso azioni, silenzi ed emozioni <\/strong>che vanno comprese con cura, senza fretta di interpretare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Josette<\/strong>: <em>I bambini traumatizzati possono manifestare segni di PTSD (disturbo da stress post traumatico, depressione, ansia, comportamenti aggressivi, calo del rendimento scolastico e disturbi del sonno.<\/em> <strong>Proprio per questo motivo l&#8217;educazione, in un contesto di crisi deve andare ben oltre la didattica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quali-sono-le-attivita-educative-fondamentali-per-i-bambini-con-questo-tipo-di-necessita\"><strong>Quali sono le attivit\u00e0 educative fondamentali per i bambini con questo tipo di necessit\u00e0?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Ralph<\/strong>: <em>Le attivit\u00e0 che incoraggiano l&#8217;espressione emotiva, come l&#8217;arte, il teatro e la narrazione, sono essenziali. Altrettanto importanti sono la struttura, la routine e le opportunit\u00e0 di interazione sociale. Questi elementi aiutano i bambini a ricostruire la fiducia, a ritrovare un senso di normalit\u00e0 e a sviluppare resilienza. In questo senso,<strong> l&#8217;istruzione diventa non solo un percorso verso l&#8217;apprendimento, ma uno spazio per la guarigione e questo bisogno non riguarda solo i bambini.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Josette<\/strong>: <em>Il supporto psicosociale fornisce ai bambini gli strumenti e lo spazio per elaborare le proprie esperienze in un ambiente sicuro e strutturato. Li aiuta a esprimere le emozioni, a ricostruire un senso di routine e a ritrovare una sensazione di stabilit\u00e0. Nei contesti di crisi, diventa un ponte tra la sopravvivenza e la ripresa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-passo-alla-volta\"><strong>Un passo alla volta<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Josette e Ralph sono persone che portano con s\u00e9 le stesse ferite di chi aiutano, e che hanno scelto, comunque, di restare. La loro testimonianza ci ricorda che in mezzo alla distruzione esiste ancora uno spazio per la fiducia, per l&#8217;ascolto, per la guarigione. Non \u00e8 un processo rapido, n\u00e9 lineare. Ma \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E forse \u00e8 proprio questo il messaggio pi\u00f9 importante che arriva da Beirut: che ricostruire un senso di sicurezza, anche dopo decenni di guerra, si pu\u00f2; un passo alla volta, insieme.<\/strong><br><span id=\"docs-internal-guid-61fa7077-7fff-5054-35f2-bb76dad782d7\"><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span id=\"docs-internal-guid-5afd8597-7fff-b04f-3e68-9f3453122ca7\"><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due operatori di Pro Terra Sancta a Beirut ci raccontano cosa significhi vivere nel conflitto e portare, dentro di s\u00e9, le stesse ferite di chi aiutano. 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