{"id":216653,"date":"2024-05-10T16:04:31","date_gmt":"2024-05-10T14:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/?p=216653"},"modified":"2024-05-14T16:15:43","modified_gmt":"2024-05-14T14:15:43","slug":"una-speranza-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/it\/una-speranza-in-siria\/","title":{"rendered":"Una speranza in Siria"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u201c<strong>Speranza e disperazione<\/strong>\u201d: \u00e8 la dicotomia che racchiude tutto il senso di <strong>impotenza<\/strong> che si prova di fronte a una realt\u00e0 che si mostra per com\u2019\u00e8, senza offrire appigli al desiderio di trovare una sintesi semplificatrice degli elementi perturbanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chi torna a casa sente tanto la disperazione quanto la speranza, la Siria \u00e8 tanto distrutta quanto viva: le due realt\u00e0 convivono senza risolversi, in un <strong>binomio difficile <\/strong>da accettare ma necessario da riconoscere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo parlato con <strong>Ana De Estrada<\/strong> e <strong>Gabriella Solaro<\/strong>, le nostre collaboratrici appena tornate da un intenso viaggio in Siria, per farci raccontare cos\u2019hanno visto e quali storie portano a casa con s\u00e9: partendo da Beirut hanno raggiunto Latakia, Aleppo e Hama, per approdare infine a Damasco. Lo scopo della missione era quello di <strong>verificare e conoscere di persona i progetti<\/strong> che Pro Terra Sancta finanzia e le persone che li rendono vivi e possibili: controllare l\u2019andamento delle attivit\u00e0, parlare con lo staff locale e con i beneficiari dei progetti, conoscere le loro storie per poterle raccontare una volta tornate a casa. Hanno avuto l\u2019occasione di incontrare moltissime famiglie, effettive o potenziali beneficiarie delle attivit\u00e0 proposte dall\u2019Associazione, e di toccare con mano la realt\u00e0 locale e gli effetti del nostro operato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/foto-ana-e-gabri-ad-aleppo.jpg\" alt=\"Ana e Gabriella insieme alla gente e ai bambini di Aleppo.\" class=\"wp-image-216709\" width=\"739\" height=\"525\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ana e Gabriella ad Aleppo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-siria-di-buio-e-macerie\">Siria di buio e macerie<\/h2>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo visto <strong>macerie, tante macerie<\/strong>! Interi paesi rasi al suolo, abbandonati perch\u00e9 viverci \u00e8 impossibile, villaggi che un tempo, si pu\u00f2 capire, erano pieni di vita. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno, chi ha potuto \u00e8 andato via, all\u2019estero, alla ricerca di un futuro migliore; altri si sono spostati internamente, verso citt\u00e0 meno colpite.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le nostre collaboratrici ci raccontano una Siria invasa dalla <strong>distruzione<\/strong> e dal <strong>vuoto<\/strong>: case abbandonate, villaggi deserti, gente che fugge lasciando la propria casa e il proprio paese. In particolare \u00e8 la solitudine di Aleppo a colpire: \u00e8 una citt\u00e0 che impressiona per la <strong>bellezza che si intuisce dietro le macerie<\/strong>, la distruzione completa permette di scorgere in filigrana l\u2019opulenza che un tempo splendeva tra le strade della citt\u00e0. Oggi ben poco risplende: quando cala la sera scende un buio fitto, perch\u00e9 ad Aleppo \u2013 e in diversi altri luoghi del Paese \u2013 <strong>manca la luce elettrica<\/strong> per buona parte delle ore del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono <strong>decine di case<\/strong> vuote nelle citt\u00e0 siriane, lasciate da chi \u00e8 fuggito per non tornare. Oltre allo stato di abbandono in cui si trovano, ci\u00f2 che impressiona \u00e8 il contrasto con l\u2019altissimo numero di persone che, sfollate dai villaggi occupati, non hanno nulla e non possono pagare un affitto: decine di case deserte e decine di persone che non possono permettersi di abitarle, un<strong> paradosso <\/strong>difficile da accettare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Speranza e disperazione<\/h2>\n\n\n\n<p><em>\u201cSono stati dieci giorni molti intensi, ricchi di incontri, di <strong>sentimenti controversi<\/strong>: a volte cadevo nella disperazione vedendo l\u2019enormit\u00e0 della distruzione, le difficolt\u00e0 della vita quotidiana, la fatica dei capifamiglia, la rabbia dei giovani, il buio e l\u2019abbandono delle citt\u00e0. Ma sono tornata a casa portandomi dietro anche <strong>tanta speranza,<\/strong> perch\u00e9 ho visto negli occhi di molti siriani una grande voglia di vivere, di rinascere, di credere in se stessi e nel loro paese.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sia Gabriella che Ana, raccontandoci del viaggio, hanno pronunciato la parola \u201csperanza\u201d pi\u00f9 volte e con convinzione, appena dopo aver parlato di una terra ridotta in polvere. Sembra un paradosso, ma ci spiegano che di fatto non lo \u00e8: restando una decina di giorni e parlando con tante persone il loro sguardo si \u00e8 arricchito di<strong> panorami nuovi<\/strong>, spaziando oltre le macerie su cui subito si era posato. Soprattutto il confronto con i giovani allarga il campo visivo, inquadrando una <strong>popolazione speranzosa e determinata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima dell\u2019intervista Ana ci ha inviato un testo in cui ha trasposto le sue prime impressioni di ritorno dal viaggio, dal quale sono tratte le frasi che aprono i paragrafi di questo articolo. L\u2019ha intitolato <em><strong>Speranza e disperazione<\/strong><\/em>, dicotomia che racchiude tutto il senso di impotenza che si prova di fronte a una realt\u00e0 che si mostra per com\u2019\u00e8, senza offrire appigli al desiderio di trovare una sintesi semplificatrice degli elementi perturbanti. Chi torna a casa sente tanto la disperazione quanto la speranza, la Siria \u00e8 tanto distrutta quanto viva: <strong>le due realt\u00e0 convivono senza risolversi<\/strong>, in un binomio difficile da accettare ma necessario da riconoscere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aiuto offerto dai progetti attivi in Siria \u00e8 una goccia nel mare, ma ogni goccia fa la differenza: i nostri progetti restituiscono <strong>un po\u2019 di normalit\u00e0<\/strong> alle persone locali, tenendo per mano chi coraggiosamente sceglie di rimanere e di provare a immaginare <strong>un presente e un futuro diversi<\/strong>. Tra questi ci sono sicuramente i giovani che partecipano al progetto WIP, attivo in Siria a Damasco e ad Aleppo: il fatto stesso che partecipino ed investano in un progetto volto a finanziare nuove imprese locali mostra quanto credano fermamente in se stessi e nel loro paese. Chiedono solo di essere <em>guardati <\/em>e di essere <em>visti<\/em> da parte di un Occidente che li ignora, non li vede.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019impatto dei progetti di Pro Terra Sancta<\/h2>\n\n\n\n<p><em>\u201cI siriani non possono e non vogliono cadere nella disperazione, sono <strong>fieri <\/strong>della loro storia e del loro patrimonio culturale e sono pronti a mettersi in gioco per far ripartire il loro paese.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo progetto di cui Ana e Gabriella ci parlano con entusiasmo \u00e8 <strong>la <a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/campaign\/siria-la-speranza-di-pace-a-partire-da-un-pasto-caldo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">mensa<\/a> di Aleppo<\/strong>: ci raccontano cucine brulicanti di persone e di profumi. La mensa offre <strong>milletrecento pasti al giorno<\/strong>, e oltre a questo prepara <strong>pacchi alimentari<\/strong> che vengono distribuiti a domicilio a un centinaio di famiglie: sono i beneficiari che non possono recarsi di persona alla mensa, a causa di disabilit\u00e0 o problemi di deambulazione \u2013 e spesso si tratta delle pi\u00f9 povere, costrette ad abitare ai piani alti perch\u00e9 meno costosi, a causa dell\u2019assenza di ascensori. Grazie al doppio sistema di piatti caldi e di pacchi alimentari la mensa raggiunge davvero tutti: \u00e8 un sistema virtuoso e ben organizzato, dove lavora un personale efficiente e dedicato alla causa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimaste molto colpite anche dall\u2019attivit\u00e0 del<strong> <a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/project\/siria-aleppo-un-luogo-per-ricominciare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Franciscan Care Center<\/a><\/strong>, che definiscono un \u201ccentro di eccellenza\u201d. \u00c8 un posto che fa davvero la differenza, perch\u00e9 \u00e8 <strong>l\u2019unico vero spazio di ricreazione e supporto<\/strong> educativo e psicologico che offre Aleppo; qui i bambini e i ragazzi trovano un ambiente sereno nel quale riescono a seguire gli stimoli offerti loro dando il meglio di s\u00e9. Gabriella e Ana sottolineano la grande passione e cura che gli insegnanti del FCC mettono nel loro lavoro: sono in grado cogliere i punti pi\u00f9 difficili e dolorosi della vita quotidiana dei bambini, e di agire nel modo giusto per aiutarli a sorridere di nuovo. <\/p>\n\n\n\n<p>Rasha Kashmini, professore di <strong>musicoterapia<\/strong>, le ha invitate a partecipare ad una lezione che si teneva all\u2019esterno, tra gli alberi e il cielo azzurro. La lezione invitava i bambini ad ascoltare la musica della natura, chiudendo gli occhi, e a sentire ci\u00f2 che i suoni del mondo suscitano in loro; dopo poco i bambini si sono rilassati e hanno iniziato a parlare, seguendo un\u2019<strong>urgenza comunicativa<\/strong> emozionante da vedere e da ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il supporto psicologico \u00e8 il fulcro anche dell\u2019attivit\u00e0 dei <strong>centri di <a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/project\/siria-aleppo-un-nome-un-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Un nome un futuro<\/a><\/strong>, che offrono diversi spazi ad attivit\u00e0 di doposcuola, sostegno psicologico, aiuto alle madri sole. Gli spazi dei centri sono molto belli e ben curati, leggermente ristretti a causa del numero delle persone che vi si rivolgono; questo ci d\u00e0 l\u2019idea di quanto profondo e diffuso sia, in Siria, il <strong>desiderio di aprirsi all\u2019aiuto<\/strong>, la voglia di ricominciare. Ana e Gabriella ci parlano degli <strong>occhi <\/strong>dei ragazzi: nei loro occhi si vedono tutto il fuoco e il desiderio di crescere, di diventare <em>qualcuno<\/em>: un medico, forse, o un professore, un cuoco\u2026 <strong>Il futuro \u00e8 quasi tangibile in questi sguardi<\/strong>, che non si arrendono all\u2019idea che non esista una possibilit\u00e0 per loro: hanno la speranza, ed \u00e8 meraviglioso poterli aiutare ad averla e a renderla realizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno visto da vicino anche il progetto che prevede <strong>l\u2019installazione di pannelli solari nelle case<\/strong>, allo scopo di permettere alle famiglie l\u2019accesso a elettricit\u00e0, riscaldamento e acqua calda. Per quanto non sembri, a primo impatto, una delle iniziative pi\u00f9 \u201cvive\u201d e pi\u00f9 \u201cumane\u201d, \u00e8 quella che ha toccato entrambe pi\u00f9 profondamente. \u201cAndando l\u00ec mi sono accorta di come un elemento apparentemente tecnico possa davvero cambiare una vita\u201d, ci spiega Ana: per quanto un pannello solare non possa sicuramente risolvere la situazione di indigenza in cui vive la maggior parte dei siriani, pu\u00f2 svoltarne la quotidianit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Per una famiglia che vive nel buio la possibilit\u00e0 di accendere una lampadina e di fare, ogni tanto, una lavatrice, \u00e8 davvero <strong>un faro nella notte<\/strong>, e diventa la possibilit\u00e0 di acquisire una <strong>nuova indipendenza<\/strong>: entrambe le donne ricordano con commozione una famiglia che, grazie alla luce elettrica, ha riconquistato i propri spazi, quando i figli hanno finalmente potuto accendere una lampada per fare i compiti nella propria stanza senza doversi ammassare insieme ai fratelli, ai genitori, ai nonni, intorno a una lampada ad olio che illumina tutto di una luce sottile.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriella e Ana tornano dal viaggio piene di voglia di <strong>continuare a lavorare<\/strong> ai progetti: \u201cPoter vedere dal vivo tutte queste cose ci ha appagato e ci ha rese <strong>pi\u00f9 coscienti <\/strong>degli effetti del lavoro che facciamo ogni giorno; \u00e8 stato bello anche constatare l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 di Pro Terra Sancta, perch\u00e9 \u00e8 tangibile come alla base di ogni scelta ci sia la <strong>volont\u00e0 di funzionare al meglio<\/strong>, di agire per il bene dei nostri beneficiari.\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/foto-cuoco-mensa-aleppo-1-750x1000.jpeg\" alt=\"Uno dei cuochi della mensa di Aleppo prepara un impasto.\" class=\"wp-image-216724\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno dei cuochi della mensa di Aleppo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/foto-un-nome-un-futuro-750x1000.jpeg\" alt=\"I bambini del progetto Un nome un futuro.\" class=\"wp-image-216729\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ana insieme ai bambini del progetto <em>Un nome un futuro.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/foto-pannelli-solari-1000x750.jpeg\" alt=\"Pannelli solari e cisterne per l'acqua.\" class=\"wp-image-216739\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installazione dei pannelli solari e delle cisterne per la raccolta dell&#8217;acqua piovana.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSperanza e disperazione\u201d: \u00e8 la dicotomia che racchiude tutto il senso di impotenza che si prova di fronte a una realt\u00e0 che si mostra per com\u2019\u00e8, senza offrire appigli al desiderio di trovare una sintesi semplificatrice degli elementi perturbanti. 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