{"id":179973,"date":"2022-06-10T09:31:21","date_gmt":"2022-06-10T07:31:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.proterrasancta.org\/?p=179973"},"modified":"2025-09-26T10:09:24","modified_gmt":"2025-09-26T08:09:24","slug":"palestina-allorigine-del-conflitto-storia-di-una-terra-contesa-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/it\/palestina-allorigine-del-conflitto-storia-di-una-terra-contesa-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Palestina, all&#8217;origine del conflitto. Storia di una terra contesa, seconda parte"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>La prima guerra arabo-israeliana del 1948 si conclude con una vittoria schiacciante dell\u2019esercito israeliano. La <strong>Nakba<\/strong>, cos\u00ec chiamata dai paesi arabi, ha segnato un punto di svolta cruciale per la storia della Palestina e di tutta la regione mediorientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della guerra del \u201848, <strong>le Nazioni Unite emanano la Risoluzione 194 che sancisce il diritto al ritorno di migliaia di profughi palestinesi e il libero accesso ai Luoghi Santi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa risoluzione non \u00e8 mai stata messa in atto, n\u00e9 dalla comunit\u00e0 internazionale n\u00e9 tantomeno dal governo di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Negoziati, accordi, mediazioni regionali e internazionali, dialoghi, firme, un Premio Nobel per la Pace! Nulla \u00e8 servito per raggiungere la tanto sperata pace tra Israele e i Territori occupati palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i tentativi sopra citati dal 1967 hanno sempre avuto come risposta proteste violente, lanci di sassi, incarcerazioni, agguati, scontri a fuoco finiti nel sangue di decine di migliaia di vittime, spesso civili e minorenni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-divisioni-all-interno-della-comunita-ebraica\">Divisioni all&#8217;interno della comunit\u00e0 ebraica<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Abbiamo visto come la politica del premier David Ben Gurion di accogliere in Israele ogni singolo ebre da tutto il mondo abbia portato non poche difficolt\u00e0 nella neonata nazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo con gli anni ha creato un problema interno alla stessa comunit\u00e0 ebraica. Infatti, i primi ebrei stanziatisi in Palestina erano provenienti da paesi europei e sono chiamati <strong>ebrei ashkenaziti<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019invito di Ben Gurion rivolto a tutti gli ebrei di costruire il nuovo stato di Israele ha richiamato anche numerosissimi ebrei dei paesi arabi, i cosiddetti <strong>sefarditi<\/strong>. Basti pensare che soltanto <strong>dallo Yemen giunsero in Israele 45.000 ebrei<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 ebraica yemenita \u00e8 infatti una delle pi\u00f9 antiche della penisola arabica. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli ashkenaziti si sono sempre sentiti in qualche modo superiore agli ebrei sefarditi e non sono mancati episodi di violenza che hanno portato, insieme ad altre questioni, al ritiro di Ben Gurion dalla guida politica nel 1963. Viene eletto come Primo Ministro <strong>Levi Eshkol <\/strong>fino al 1969.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-1.png\" alt=\"Palestina - case vecchie\" class=\"wp-image-179979\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-1.png 600w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-1-400x267.png 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-1-240x160.png 240w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La prima met\u00e0 degli anni Sessanta sono per Israele un periodo di recessione, disoccupazione e crisi economica. A questo si aggiunge il crescente odio tra le due comunit\u00e0 araba ed ebraica. Per capire la gravit\u00e0 della situazione basta ascoltare le tv e le radio arabe che usano ininterrottamente la parola \u201csterminare\u201d rivolta agli ebrei. Questi ultimi vivono nel terrore di un altro Olocausto e di una vera e propria minaccia alla propria esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo minacce, ma anche azioni concrete consolidano la paura e l\u2019insicurezza degli abitanti della Palestina. <strong>Dalle alture del Golan siriano si sentono incessantemente attacchi con armi pesanti contro le localit\u00e0 israeliane nel nord della Galilea.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-2.png\" alt=\"Palestina - storia\" class=\"wp-image-179984\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-2.png 600w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-2-400x267.png 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-2-240x160.png 240w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-dei-sei-giorni\">La Guerra dei Sei Giorni<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Nel maggio del 1967 Nasser ordina al suo esercito di riconquistare il Sinai<\/strong> (che era zona demilitarizzata da 10 anni). Dopo un\u2019escalation di violenza da ogni parte, l\u2019Egitto blocca le vie d\u2019accesso al porto israeliano di Eilat. Questa provocazione non pu\u00f2 che portare alla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il<\/strong> <strong>5 giugno del 1967 scoppia il terzo conflitto arabo-israeliano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il conflitto diventer\u00e0 noto con il nomedi<strong> \u201cGuerra dei Sei giorni\u201d <\/strong>e la ragione \u00e8 evidente:<strong> alle 18:00 del 10 giugno del \u201967 viene proclamato il cessate il fuoco generale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto,<strong> fu una vittoria schiacciante per l\u2019esercito israeliano. Una vittoria determinata sin dalle prime ore del conflitto <\/strong>in seguito alla distruzione di pi\u00f9 di 400 aerei dell\u2019aviazione egiziana, siriana e giordana. 70.000 uomini e 700 blindati dell\u2019esercito israeliano avanzano nel Sinai e nella Striscia di Gaza senza incontrare resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli eserciti di Siria, Egitto e Giordania vengono sopraffatti e non sono in grado di resistere. <strong>In 6 giorni, Israele ha occupato il Sinai fino al canale di Suez, la Striscia di Gaza, la Cisgiordania, la parte araba di Gerusalemme e le alture del Golan siriano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un milione di arabi passa sotto l\u2019amministrazione israeliana, mentre lo stato di Israele passa da 21.000 a 102.000 km2, <strong>raggiungendo la sua massima espansione territoriale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I video storici girati il giorno della vittoria mostrano <strong>l\u2019esercito israeliano entrare trionfante a Gerusalemme attraverso la Porta dei Leoni. <\/strong>Attraversano tutta la Citt\u00e0 Vecchia e giungono al Muro del Pianto. L\u2019emozione \u00e8 grande per gli ebrei che affermano di \u201cessere finalmente tornati a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni immediatamente successivi circa 600 palestinesi che abitavano nel quartiere di fronte al Muro del Pianto vengono cacciati e le loro case rase al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-anni-settanta\">Gli anni Settanta<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ai rifugiati del 1948 si aggiungono quelli del 1967 costretti a una vita di stenti con scarsi aiuti internazionali. Si calcola che siano stati espulsi 150.000 palestinesi. <\/p>\n\n\n\n<p>La resistenza all\u2019occupazione non \u00e8 iniziata immediatamente. Lo shock fu talmente grande per il popolo palestinese che in un primo periodo rimasero come traumatizzati, paralizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1970 \u00e8 un anno di grandi cambiamenti nello scenario politico e sociale del Medio Oriente. La monarchia hashemita giordana mette in atto una brutale repressione dei palestinesi in Giordania che prender\u00e0 il nome di<strong> Settembre Nero.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Egitto, alla morte nel 1970 del carismatico politico panarabo Jamal Abd al-Nasser,<strong> gli succede Anwar al-Sadat, <\/strong>il cui cavallo di battaglia \u00e8 la riconquista del Sinai.<\/p>\n\n\n\n<p>In Siria sempre nel 1970 diventa Primo ministro e Segretario regionale del comando del partito Ba\u2019th <strong>Hafiz al-Assad, <\/strong>padre dell\u2019attuale presidente Bashar al-Assad.L\u2019anno successivo, in seguito a un colpo di stato, diventer\u00e0 presidente della Repubblica Siriana e il suo obiettivo \u00e8 la riconquista delle alture del Golan in segno di rivalsa su Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, sia Sadat che Assad devono cercare un movente comune che consolidi i rispettivi regimi. Come vedremo, sar\u00e0 proprio l\u2019iniziativa di Egitto e Siria a portare alla guerra dello Yom Kippur del 1973.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Palestina, il leader dell\u2019opposizione israeliana \u00e8 Yasser Arafat, di cui si fatica a capirne la posizione: si allea con chiunque fosse disponibile a difendere la sua causa. <\/strong>Arafat \u00e8 il capo di <strong>al-Fatah<\/strong>, movimento pi\u00f9 forte della resistenza a Israele i cui membri sono i <strong>Fedayyin<\/strong>, gli uomini del sacrificio. Al-Fatah confluir\u00e0 successivamente nell\u2019Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-strage-alle-olimpiadi-di-monaco\">La strage alle Olimpiadi di Monaco<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-2 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Le relazioni tra mondo arabo e Israele continuano a essere caratterizzate dalla violenza. <strong>Il 5 settembre del 1972, un gruppo di attentatori fedayyin sequestra nove atleti della squadra israeliana alle Olimpiadi estive a Monaco di Baviera.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze del sequestro sono tragiche: tutti e nove gli atleti vengono uccisi insieme a cinque degli otto attentatori e un poliziotto. Numerosi i feriti. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Primo Ministro israeliano <strong>Golda Meyr condanna fermamente l\u2019attentato terroristico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 internazionale fatica a dare un giudizio su Arafat: \u00e8 un uomo che vuole la pace o \u00e8 un terrorista?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" id=\"yomkippur\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-guerra-dello-yom-kippur\">La guerra dello Yom Kippur<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I riflettori tornano con prepotenza in Medio Oriente nel 1973, quando Egitto e Siria, armate con i missili sovietici, sferrano un attacco a sorpresa contro le forze militari israeliane. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo Yom Kippur, ossia il \u201cgiorno dell\u2019espiazione\u201d, \u00e8 la festa pi\u00f9 solenne del calendario ebraico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In quel giorno tutte le strade sono deserte, le serrande dei negozi chiuse, i fedeli ebrei pregano e leggono le Scritture nella sinagoga e rispettano un digiuno di 25 ore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 1973 il giorno del Kippur cadde<\/strong> <strong>il 6 ottobre<\/strong>. Israele non si aspettava l\u2019attacco \u00e8 pronto a difendersi. L\u2019esercito israeliano \u00e8 travolto da sorpresa e smarrimento mentre quello siriano attacca <strong>le alture del Golan<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta degli Stati Uniti non si fa attendere e arriva in soccorso di Israele. Nelle organizzazioni delle operazioni spicca la figura del generale <strong>Ariel Sharon<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un breve periodo di grande difficolt\u00e0 l\u2019aviazione di Israele attacca in maniera molto dura ed efficace e paralizza il nemico siro-egiziano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche la guerra del Kippur si risolve sul piano militare per una vittoria di Israele<\/strong>. \u00c8 solo l\u2019intervento delle Nazioni Unite a fermare la marcia verso il Cairo.<\/p>\n\n\n\n<p>I rappresentanti della Lega Araba, che il primo settembre del 1967 si erano riuniti a <strong>Khartoum<\/strong> per firmare un trattato di che li vincola a una lotta permanente contro Israele, utilizzano in questa occasione <strong>l\u2019arma diplomatica del petrolio contro i paesi occidentali che hanno sostenuto Israele.<\/strong> La Risoluzione di Khartoum \u00e8 conosciuta come <strong>la Risoluzione dei tre no<\/strong>: no alla pace con Israele, no al riconoscimento di Israele e no ai negoziati di qualunque tipo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-3.png\" alt=\"Palestina\" class=\"wp-image-179989\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-3.png 600w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-3-400x267.png 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-3-240x160.png 240w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-accordi-di-camp-david\"><strong>Gli Accordi di Camp David <\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Malgrado il sangue di almeno due generazioni di diplomatici e di decenni passati a negoziare una pace, una soluzione sembra non destinata a trovarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un evento che ha fatto sperare, per poco tempo, gli stati del mondo intero fu il <strong>17 settembre del 1978 a Camp David<\/strong>, nel Maryland.<\/p>\n\n\n\n<p>I protagonisti degli accordi sono <strong>il primo ministro israeliano Menachem Begin, il presidente egiziano Anwar Sadat e il Presidente degli Stati Uniti d\u2019America Jimmy Carter<\/strong>. Gli accordi sono frutto dei negoziati segreti tra Egitto e Israele il cui scopo \u00e8 la fine delle ostilit\u00e0 tra i due paesi e la creazione di possibili scenari di pace. Fondamentale \u00e8 il punto sul ritiro dell\u2019esercito israeliano dal Sinai in cambio della libera circolazione di Israele nel Canale di Suez e nel golfo di Aqaba. Il trattato non port\u00f2 alla distensione totale dei rapporti, ma fu un importante passo avanti per il futuro <strong>trattato di pace israelo-egiziano del 26 marzo 1979<\/strong>. La presenza rassicurante dell\u2019americano Carter fu certamente strategica per dare un\u2019immagine potente e positiva degli Stati Uniti nel bel mezzo, ricordiamoci, della Guerra Fredda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Egitto fu dunque il primo paese arabo a riconoscere lo Stato d\u2019Israele. Questo cost\u00f2 la vita al presidente Sadat, che venne assassinato il 6 ottobre del 1981.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli accordi di Camp David ne seguirono dei secondi molto importanti, che presero il nome di <strong>Accordi di Oslo<\/strong>. Entrambi gli accordi fecero ben sperare la comunit\u00e0 internazionale, che venne tuttavia delusa nel giro di pochi anni. Lo spiragli di una pace duratura si fa sempre pi\u00f9 remoto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" id=\"intifada\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-prima-intifada\">La Prima Intifada<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>L\u20198 dicembre del 1987 nasce l\u2019Intifada<\/strong>. Questa parola araba significa \u201crivolta\u201d, \u201csommossa\u201d ed \u00e8 un movimento popolare sorto spontaneamente per manifestare contro la presenza israeliana nei territori occupati.<\/p>\n\n\n\n<p>La Prima Intifada scoppi\u00f2 quando un camion israeliano colp\u00ec due furgoni che trasportavano operai di Gaza al campo profughi di Jabaliyya. <strong>La rivolta si espanse in breve tempo ad altri campi profughi fino a entrare a Gerusalemme.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La repressione israeliana fu talmente dura da essere condannata dalle Nazioni Unite. Gruppi estremisti di matrice islamica diedero vita a Gaza al movimento radicale di <strong>Hamas<\/strong>, acronimo in arabo di <strong>Movimento di Resistenza<\/strong> Islamica.<\/p>\n\n\n\n<p>Mente Hamas predilige la lotta armata, le posizioni dell\u2019OLP prendono una via sempre pi\u00f9 diplomatica, tanto da partecipare ai forse pi\u00f9 significativi accordi di pace tra Israele e la Palestina che portano alla fine della Prima Intifada. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" id=\"accordioslo\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-accordi-di-oslo\">Gli Accordi di Oslo<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il 13 luglio del 1992<\/strong>, <strong>Yitzhak Rabin forma il 25\u00b0 governo israeliano, assumendo la carica di primo ministro e ministro della difesa<\/strong>. Shimon Peres \u00e8 Ministro degli Affari Esteri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il premier israeliano Yitzhak Rabin e il leader dell\u2019OLP Yasser Arafat sono i protagonisti della celeberrima fotografia che ritrae la loro stretta di mano sotto lo sguardo quasi paterno del <strong>Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton il 13 settembre 1993 a Washington<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I due leader nemici hanno appena firmato la \u201cDichiarazione di principi sulle disposizioni per un auto-governo ad interim\u201d, pi\u00f9 conosciuti come <strong>Accordi di Oslo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Carta presenta questa introduzione<\/strong>: \u00abIl governo dello Stato di Israele e il team dell\u2019OLP, che rappresenta il popolo palestinese, concordano che \u00e8 tempo di mettere fine a decenni di scontri e conflitti, di riconoscere i reciproci diritti legittimi e politici, e di sforzarsi di vivere nella coesistenza pacifica, nel mutuo rispetto e nella reciproca sicurezza, per giungere a un accordo di pace giusto, durevole e globale, e a una riconciliazione storica, attraverso il processo politico concordato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le premesse sono ottime. <\/strong>Tuttavia oggi sappiamo che hanno portato a un ennesimo buco nell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo gli attori interessati, ma tutto il mondo ha guardato a questa Dichiarazione del \u201993 con grande speranza per una tanto attesa pace. Fotografie e video dei due nemici di una vita che si stringono la mano con alle spalle fanno il presidente Clinton fanno il giro del globo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Oslo per la prima volta viene diviso il <strong>Premio Nobel per la Pace<\/strong> tra tre persone: Yasser Arafat, YitzhakRabin e Shimon Peres.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Premio Nobel giudicato controverso da molti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-3 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-tre-aree-della-cisgiordania\">Le tre aree della Cisgiordania<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il 9 settembre del 1993<\/strong>, Yasser Arafat firma una lettera indirizzata a Rabin in cui vengono esplicitamente assunti tutti gli impegni richiesti. I principali sono la condanna al terrorismo e l\u2019affermazione di Israele come Stato sovrano.<\/p>\n\n\n\n<p>In base agli accordi di Oslo la Cisgiordania viene divisa in <strong>tre aree principali<\/strong>: l\u2019Area A posta sotto il pieno controllo palestinese; l\u2019area B sotto il controllo amministrativo palestinese e il controllo israeliano per quanto riguarda la sicurezza; l\u2019Area C che \u00e8 sotto il pieno controllo amministrativo e di sicurezza israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il quadro \u00e8 molto pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-4.png\" alt=\"Palestina - muro\" class=\"wp-image-179994\" srcset=\"https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-4.png 600w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-4-400x267.png 400w, https:\/\/preprod.proterrasancta.org\/wp-content\/uploads\/Palestina-2-4-240x160.png 240w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gli-accordi-di-taba\">Gli Accordi di Taba<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Molti insediamenti israeliani si sono lentamente e costantemente diffusi all\u2019interno della Cisgiordania e di Gerusalemme Est.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi insediamenti sono giudicati dalla comunit\u00e0 internazionale come <strong>illegali<\/strong> <strong>poich\u00e9<\/strong> <strong>violano l\u2019articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra<\/strong>, oltretutto ratificata dallo stesso Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 settembre del 1995 Yitzhak Rabine Yasser Arafat si incontrano di nuovo a Washington DC per ratificare alcuni punti dell\u2019Accordo di Oslo riguardo il ritiro delle truppe israeliane dalla maggior parte dei territori occupati. Il documento prende il nome di <strong>Accordi di Oslo II o Accordo di Taba<\/strong>. Sar\u00e0 questa l\u2019ultima firma di Rabin.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il mondo tira l\u2019ennesimo sospiro di sollievo, <strong>in Israele crescono gli atti di terrorismo<\/strong> sempre pi\u00f9 feroci da parte dei nazionalisti religiosi e dai coloni israeliani. Le violenti proteste sono indirizzate al primo ministro Rabin, <strong>accusato di tradimento e collaborazione con il nemico<\/strong>. La firma dell\u2019Accordo di Oslo II sar\u00e0 la sua ultima: i<strong>l 4 novembre del 1995, Rabin viene assassinato a Tel Aviv da un uomo della destra estremista israeliana durante un comizio in difesa della pace<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Parteciparono ai suoi funerali circa un milione di persone, tra cui molti leader arabi che non erano mai stati in Israele prima di allora.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-seconda-intifada\">La Seconda Intifada<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Scontri continui, odio, minacce, rapimenti e violenze di ogni genere portano a un\u2019ondata di paura e incertezza tra gli israeliani e palestinesi. Dopo l\u2019assassinio del Primo Ministro prende il suo posto Peres per sei mesi. I governi degli anni successivi hanno presentano posizioni sempre pi\u00f9 dure contro i palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 28 settembre del 2000<\/strong> <strong>scoppia la Seconda Intifada o Intifada al-Aqsa<\/strong>, dal nome della moschea di Gerusalemme. La goccia che fa traboccare il vaso in una situazione gi\u00e0 estremamente tesa \u00e8 la tragicamente famosa <strong>passeggiata alla Spianata delle moschee del capo dell\u2019opposizione nel Parlamento israeliano Ariel Sharon <\/strong>accompagnato da una scorta armata.&nbsp; I palestinesi interpretano questo gesto come una provocazione. La spianata \u00e8 infatti il terzo luogo pi\u00f9 sacro per i musulmani dopo Medina e la Mecca e solo ai fedeli \u00e8 permesso entrare a pregare in al-Aqsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 affermare che la Seconda Intifada sanc\u00ec definitivamente il fallimento del processi di pace intrapreso, come abbiamo visto, con gli accordi di Oslo del 1993.<\/p>\n\n\n\n<p>Ariel Sharon, chiamato anche il bulldozer d\u2019Israele e il falco della destra israeliana, riaccende ancora una volta gli scontri nel cuore della Citt\u00e0 Santa. Si ripetono le scene di lanci di pietre e bottiglie incendiarie nei territori palestinesi occupati contro l\u2019esercito pi\u00f9 armato del Medio Oriente. <strong>Numerosi gli attacchi suicidi perpetrati contro i civili nelle citt\u00e0 israeliane<\/strong>. Come nella Prima Intifada, anche in questa \u00e8 tragico il numero delle vittime, di cui molti bambini. Si conta che durante la Seconda Intifada persero la vita circa 3.000 palestinesi e 1.000 israeliani. Gli scontri si placarono con il cessate il fuoco a inizio febbraio 2005.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u201csommossa\u201d evidenzi\u00f2 inoltre le differenze tra i vari gruppi armati palestinesi e nel 2006 sanc\u00ec la rottura tra Hamas e al-Fatah, il principale gruppo all\u2019interno dell\u2019OLP.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Dopo pi\u00f9 di mezzo secolo dalla Guerra dei Sei Giorni, la Palestina \u00e8 ancora occupata. <\/strong>Gli accordi di Oslo sarebbero stati un\u2019ottima occasione di risoluzione del conflitto, poich\u00e8 al tempo il primo ministro era Rabin, leader di una coalizione moderata e favorevole a una soluzione pacifica del lungo conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia<strong>, <\/strong>la professoressa ed esperta di Medio Oriente <strong>Marcella Emiliani<\/strong> ci ricorda in un\u2019intervista che la celebre stretta di mano tra i due nemici fu possibile solamente perch\u00e9 <strong>gli accordi di Oslo<\/strong> <strong>non hanno trattato di cinque argomenti cruciali:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>I confini: bisognava definire per la prima volta i confini di Israele e di una Palestina storica<\/li>\n\n\n\n<li>Le risorse idriche: dal 1967 anche nei territori abitati dai palestinesi, gli impianti idrici sono gestiti interamente dallo Stato di Israele. Questo \u00e8 grave se si pensa che l\u2019agricoltura incide per l\u201980% sui palestinesi (e solo il 3 % sugli israeliani). Per i primi l\u2019uso dell\u2019acqua \u00e8 una questione di sopravvivenza e dal \u201967 Israele si \u00e8 impossessato di tutte le fonti d\u2019acqua utilizzabili.<\/li>\n\n\n\n<li>Le colonie: non si sono mai fermati i flussi migratori di ebrei in Israele provenienti da ogni parte del mondo. Anche nei territori che dovevano essere restituiti ai palestinesi le colonie si moltiplicano.<\/li>\n\n\n\n<li>Gerusalemme Est e il suo futuro: \u00e8 importante ricordare che nel 1980 Israele aveva proclamato una legge per cui Gerusalemme \u00e8 riconosciuta come capitale unita, indivisibile ed eterna dello Stato d\u2019Israele.<\/li>\n\n\n\n<li>Il diritto al ritorno ai profughi palestinesi<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo punto \u00e8 forse quello pi\u00f9 tragico. <strong>\u00c8 importante ricordare che, una volta cacciati dalle proprie case durante e in seguito alla Nakba, i palestinesi non hanno mai visto riconosciuta la cittadinanza nei paesi in cui emigravano, rimanendo sempre con lo stato di profughi.<\/strong> Per motivi puramente strategici, l\u2019unico paese che ha concesso la cittadinanza ai palestinesi \u00e8 la Giordania.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-operato-di-pro-terra-sancta\">L&#8217;operato di Pro Terra Sancta<\/h2>\n\n\n\n<p>Nonostante il controverso Premio Nobel per la Pace nel 1994, purtroppo, i cinque punti sopra elencati <strong>rimangono insoluti ancora oggi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pro Terra Sancta \u00e8 operativa in Palestina dal 2006. Il conflitto senza fine con Israele non ha mai fermato il nostro sostegno alla conservazione dei Luoghi Santi e alle comunit\u00e0 di Terra Santa grazie alle donazioni di tutti. Un esempio sono i costanti <a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/project\/palestina-gaza-insieme-agli-ultimi-della-striscia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">aiuti ai cristiani<\/a> della parrocchia di Gaza e ai <a href=\"https:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/il-natale-dei-bambini-farfalla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&#8220;bambini farfalla&#8221;<\/a>, affetti da rare patologie connessi all&#8217;epidermiolisi bollosa e che necessitano di cure continue.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra presenza \u00e8 il valore pi\u00f9 grande perch\u00e8 la Terra Santa \u00e8 dove tutti i popoli hanno le loro radici e tutto il nostro fare ha il desiderio di favorire e costruire legami tra la Terra Santa e il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima guerra arabo-israeliana del 1948 si conclude con una vittoria schiacciante dell\u2019esercito israeliano. 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