Libro Benefattori 2025. Il saluto del Custode di Terra Santa

Giacomo Pizzi17 Marzo 2026

Questi nomi indicano il nostro scopo qui: essere Chiesa universale e ritornare alle radici della nostra fede

Di seguito le parole di padre Francesco Ielpo Custode di Terra Santa.

Il Libro dei Benefattori: Volti e Storia

Sfogliando il Libro dei Benefattori – che anno dopo anno diventa sempre più voluminoso – e consegnandolo al nostro archivio, vedere come lo scaffale di questi nomi e di questi volti cresca costantemente mi fa prendere coscienza della ricchezza dell’essere Chiesa e comunità. Qui vive una realtà che gravita attorno ai Luoghi Santi, dove la Chiesa è nata e da dove si è diffusa in tutto il mondo. Attraverso quegli elenchi si percepisce come la Chiesa universale partecipi, in modo concreto, alla vita di questa Chiesa particolare.

Oltre l’Emergenza: Una Ragione per Restare

È commovente vedere come questa vicinanza riveli la ragione profonda dell’essere cristiani in questo luogo. Per vivere in contesti difficili occorrono certamente aiuti umanitari; in emergenza è necessario provvedere a cibo, medicine e coperte, tutto ciò che la Custodia di Terra Santa garantisce attraverso Pro Terra Sancta. Ma l’assistenza non basta: occorre una motivazione per cui valga la pena rimanere e alzarsi ogni mattina. Questa ragione risiede nella vocazione, lo scopo ultimo della vita.

La Missione: Essere Chiesa per Tutti

I nomi scritti in questi libri testimoniano che la nostra missione è essere Chiesa per tutti, garantendo a chiunque la possibilità di tornare alle sorgenti della propria fede. Questo impegno ci spinge a operare con forza nel campo dell’educazione, formando giovani che siano protagonisti del futuro, operatori di pace e di dialogo in questa terra.

Una Comunità Viva, non solo Pietre

Il nostro compito è mantenere viva la fede e accogliere ogni popolo e ogni pellegrino. Chi giunge qui non deve incontrare soltanto dei santuari di pietra, ma una comunità viva e accogliente. Una comunità che testimonia, con la propria carne, che ciò che è accaduto duemila anni fa continua a perpetuarsi ancora oggi.