Mohammad e Ghina: a scuola per rinascere

Giulia Camuffo12 Gennaio 2026

Ad Aleppo Est, la scuola offre un rifugio sicuro a chi ha conosciuto solo la guerra. Nel centro di Shaar, Mohammad e Ghina riprendono gli studi.

Il diritto allo studio ad Aleppo

In Siria la situazione resta drammatica. Lo testimonia la guerra scoppiata a inizio gennaio che, nonostante il cessate il fuoco raggiunto dopo pochi giorni tra tra i combattenti curdi e le forze governative, ha causato una nuova ondata di sfollati. In un paese in cui oltre 2,5 milioni di bambini non vanno a scuola, i nostri centri educativi di Aleppo Est — Karm Dodoa, Shaar e Myasser — garantiscono la continuità educativa necessaria a evitare l’abbandono definitivo.

Infatti, nonostante la crisi economica e la chiusura di molte realtà internazionali, i nostri centri continuano ad accogliere circa 4.500 giovani all’anno, offrendo un modello integrato che unisce alfabetizzazione e supporto psicologico.

Qui le attività di scuola e dopo-scuola sottraggono bambini e giovani allo sfruttamento lavorativo e ai rischi del conflitto.

A scuola per diventare veterinario

Dietro i numeri di questa crisi ci sono i volti di chi si è visto negare l’infanzia. Mohammad ha 13 anni e la sua testimonianza è quella di migliaia di altri bambini costretti a scappare dalla guerra.

Mohammad, 12 anni

Al riparo dal conflitto, tra i banchi di Shaar, Mohammad ha ritrovato il coraggio di essere curioso. Se nelle scuole pubbliche sovraffollate è difficile anche solo farsi ascoltare, qui ha riscoperto la libertà di fare domande. Studia con la determinazione di chi ha un obiettivo preciso: vuole diventare veterinario, per curare gli animali come faceva suo padre nel loro villaggio e per prendersi cura, un giorno, della terra che ha dovuto lasciare.

La scuola di Ghina: una nuova normalità

Anche per sua sorella Ghina, il centro di Aleppo Est ha rappresentato un nuovo inizio. Accolta subito insieme alla famiglia, ha ritrovato la normalità tra i banchi di scuola: un luogo dove le difficoltà dei mesi passati hanno ceduto il passo a una ritrovata serenità. Per lei, tornare a studiare è stato il segno concreto di un cambiamento profondo.

“Soffrivamo molto, ma ora sappiamo di essere entrati in una nuova fase: i terribili momenti che abbiamo vissuto non ci perseguitano più: oggi non fanno più male come prima”
Ghina, 13 anni