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Siria: ad Aleppo la guerra non si ferma

Giulia Camuffo7 Gennaio 2026

Oltre 140.000 sfollati ad Aleppo a causa dell’intensificarsi degli scontri. Mentre i bombardamenti intrappolano i civili nei quartieri curdi, la nostra mensa resta attiva, offrendo pasti e rifugio a chi fugge dalla violenza.

L’instabilità cresce da Damasco ad Aleppo

La Siria, da Damasco ad Aleppo, attraversa una fase di profonda instabilità. A un anno dalla caduta del regime di Bashar al-Assad, la situazione sul campo non solo non è migliorata, ma presenta oggi sviluppi sempre più drammatici.

Jean-François Thiry, responsabile dei progetti di Pro Terra Sancta in Siria, racconta che tra settembre e ottobre si erano già registrati numerosi scontri, seguiti, nei giorni immediatamente precedenti il Natale, da una tregua temporanea e da annunci politici poco chiari sul futuro delle forze presenti in città.

Gli attriti tra il governo siriano e le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, avevano portato a un cessate-il-fuoco con scadenza al 31 dicembre, previsto per integrare l’esercito curdo nelle forze statali e restituire i quartieri al controllo governativo. L’accordo, però, non ha trovato applicazione. Aleppo si è così ritrovata al centro di una nuova ondata di tensione.

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Aleppo, Siria

Escalation militare: aggiornamenti dal campo

Storicamente segnata da profonde divisioni etniche e settarie fin dall’inizio della guerra civile nel 2011, Aleppo ha visto i quartieri curdi di Sheikh Maqsood e Ashrafiyeh restare a lungo ai margini del pieno controllo del regime di Assad, che li ha tollerati come zone cuscinetto contro i gruppi islamisti. 

Il 7 gennaio, alle 15:00, le forze governative hanno lanciato un’operazione militare contro questi quartieri, imponendo un ultimatum per l’evacuazione. Da quel momento, la città è precipitata nuovamente nel conflitto. Ad oggi, 9 gennaio, gli sfollati superano i 140mila.

Scontri e vittime civili ad Aleppo

Dal campo, Jean-François Thiry descrive una situazione in rapido deterioramento: «Si vede la gente scappare dalle proprie case con le valigie. I bombardamenti continuano. Non so da dove partano i mortai, ma si sentono chiaramente da dove mi trovo».

Secondo Thiry, si registrano già vittime civili nell’ordine della ventina e gravi impatti in aree residenziali, con rischi concreti per le famiglie che vivono a ridosso del fronte urbano. «Non sappiamo come si concluderà questa fase della guerra – avverte – la città è piccola e, se i combattimenti dovessero intensificarsi, il numero delle vittime potrebbe crescere rapidamente. Questa situazione potrebbe durare giorni».

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La nostra mensa ad Aleppo

Emergenza umanitaria: mensa chiusa e famiglie in cerca di rifugio

Anche le nostre attività sul territorio siriano sono a rischio, ma il servizio mensa ad Aleppo non si è fermato. Insieme ai volontari, abbiamo continuato a distribuire pasti caldi alle famiglie sfollate e agli anziani rimasti bloccati nelle loro abitazioni.

Alcune famiglie hanno trovato rifugio nel Franciscan Care Center, il primo spazio aperto nel 2018 per offrire assistenza ai bambini colpiti dal conflitto. Il Terra Sancta College ha già accolto più di 60 persone: bambini, famiglie e giovani rimasti soli. In un contesto di emergenza crescente, le nostre strutture stanno diventando veri e propri punti di accoglienza, rispondendo ai bisogni più urgenti della popolazione.

«È fondamentale garantire corridoi sicuri e protezione per i civili – sottolinea Thiry –. La priorità assoluta deve essere la sicurezza della popolazione».